Informativa su proposto impianto fotovoltaico in area naturale e vincolata a Pescasseroli.


(release 4 del 3.12.09)



Nel territorio del Comune di Pescasseroli, centro del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, in località Colli Bassi, in una zona naturalisticamente rilevante e paesisticamente molto bella, sulla quale persistono una serie di importanti vincoli di interesse nazionale ed europeo, l’Amministrazione Comunale ha deciso di mettere a gara (nota1) il diritto di superficie di un area di circa 33,8 ettari, destinata oggi ad attività agricole pastorali, affinché un consorzio di aziende vi potesse costruire una centrale fotovoltaica di estensione 13 ettari, ma di superficie captante 2,9 ettari, in grado di produrre annualmente 5.407.899kWh, con potenza in immissione al termine del processo di connessione alla rete Enel di circa 4000kW. (nota2)


Illust. 1.Foto Colli Bassi. Area interessata dall’impianto fotovoltaico. Sullo sfondo il paesino di Opi e poi la Camosciara, montagna simbolo di Parco

L’appalto è stato vinto da “Energie in Consorzio” che ha predisposto il progetto e ogni altro atto necessario per richiedere alla Regione Abruzzo l’Autorizzazione Unica, necessaria all’esecutività dell’impianto fotovoltaico.

Tuttavia, sebbene l'area di progetto sia fuori, seppur per poco, dal SIC (Sito di Interesse Comunitario) IT7110205 ricade invece in una ZPS (Zona Protezione Speciale) IT7120132 il cui perimetro coincide quasi interamente con i confini del Parco Nazionale -vedi in Documenti: Perimetro ZPS-. Le ZPS, ancorché istituite per protezione dell'avifauna, fanno oggi parte a pieno titolo della rete Natura2000 alla pari dei SIC, e quindi vale anche per esse l'obbligo di Valutazione d'Incidenza, cioè quella procedura che permette di valutare se un progetto incide negativamente sugli habit e le specie d'interesse comunitario. (Per gli aspetti normativi e procedurali vedi  in Documenti: Note su Leggi e procedure).

Illust..2. Fotomontaggio dei pannelli sulla stessa zona in Illust.1, ma non veritiero: mancano recinzioni, illuminazione d’emergenza, video sorveglianza e soprattutto le cabine Enel

L’impianto dunque si presenterà con un impatto visivo e ambientale pesantissimo, come anche un non esperto può evincere dal paragone tra l’illustrazione 1 e 2, ed inoltre occorre sottolineare che il progetto esecutivo di Energie in Consorzio prevede anche la costruzione di 4 cabine elettriche, recinzioni intorno ai pannelli, illuminazione perimetrale d’emergenza, un impianto antintrusione e la videosorveglianza .

E anche se il progetto ad oggi non lo prevede, c’è da chiedersi se la strada bianca visibile in entrambe le precedenti illustrazioni non finisca per dover essere asfaltata onde permettere il transito dei camion di istallazione e poi manutenzione impianto, in un luogo spesso fangoso se non innevato (ma forse è proprio quello che si vuole, cominciare con il fotovoltaico per poi urbanizzare tutta l’area Colli Bassi).

Lo schema generale dell’impianto è riportato qui di seguito:


A seguire invece riportiamo lo studio della visibilità dell’impianto (in rosso) dalle zone limitrofe, descritte in color celeste. Di fatto l’impianto risulterà visibile da tutta la chiostra montana attorno a Pescasseroli, sia dal Monte Marsicano, sia dalla Camosciara; cioè le montagne più note del Parco e più visitate dal turismo montano; nonché dal Santuario di Monte Tranquillo, tanto amato dalla popolazione locale.



Ora c’è da chiedersi il perché di tutto questo progettato scempio.

Qui non si tratta di essere o meno a favore del fotovoltaico, infatti noi tutti -estensori delle presente nota- siamo assolutamente a favore del fotovoltaico per il forte abbattimento di CO2 che permette rispetto alla tradizionale forma di produzione dell’energia, ma troviamo insensato rovinare uno degli ambienti più belli ed integri d’Italia e d’Europa, quando lo stesso impianto può essere realizzato in altra area pescasserolese, già urbanizzata e già destinata ad attività di tipo artigianale industriale, nonché assai meno visibile dai rilievi e montagne all’intorno.

Facciamo degli esempi: invece della zona Colli Bassi dove si vorrebbe costruire l’impianto, indicata con i quadratini azzurri: c’è la zona oggi destinata all’artigianato, dietro i campeggi, in area già urbanizzata e riportata nel Foglio 31 del catasto, particelle da 370 a 518 (per posizione vedi stella gialla) che come è evidente anche da Google si trova circondata da strade e capannoni.
Ma non basta, si possono citare anche zone come la piscina comunale, circa 2 ettari; i parcheggi cabinovia e zone limitrofe di almeno 1,5 ettari, eccetera, eccetera; tutte aree assolutamente ben soleggiate. Ma nel progetto presentato da Energie in Consorzio non c’è alcuna analisi delle possibili alternative; si punta direttamente a Colli Bassi.



Nello stesso D.M. detto “Conto Energia”, in virtù del quale è nata l’iniziativa del Comune di Pescasseroli, si legge: “Considerato che i primi risultati dei D.M. 2005 e 2006 hanno evidenziato ………un eccessivo squilibrio a favore della realizzazione di grandi impianti installati a terra”
“Ritenuto di dover orientare il processo di diffusione del fotovoltaico verso applicazioni più promettenti…..che consentano minor utilizzo del territorio, privilegiando l’incentivazione di impianti fotovoltaici i cui moduli sono posizionati o integrati nelle superfici esterne degli involucri degli edifici e negli elementi di arredo urbano e viario…”. In considerazione di quanto sopra, si prevede (all’art.7) un premio aggiuntivo alle tariffe incentivanti qualora il soggetto responsabile si doti di un attestato di certificazione energetica relativo all’edificio, indicativo dei possibili interventi migliorativi delle prestazioni energetiche.
In precedenza, con Decreto del Ministero dell’Ambiente 11 Aprile 2003 “Programma tetti fotovoltaici”, si sono ripartite -alle regioni che hanno aderito ad esso tra le quali l’Abruzzo-, delle risorse finanziarie allo scopo di favorire l’integrazione nelle strutture edilizie di sistemi fotovoltaici considerata questa “ una strada promettente per favorire la riduzione dei costi e mitigare i problemi connessi all’occupazione di territorio causata dalle applicazioni fotovoltaiche tradizionali.

Ebbene perché di tutto ciò l’Amministrazione di Pescasseroli non ha tenuto conto? Perché non è stata analizzata seriamente alcun altra area alternativa, in tutto dispregio della stessa vocazione turistica di Pescasseroli, anche al di là di ogni pur doverosa considerazione ambientale e paesagistica?
Non è dato saperlo. Lo stesso Sindaco di Pescasseroli Nunzio Finamore ed il Consigliere delegato all’Energia Marco Grassi, più volte richiesti, non hanno mai voluto seriamente considerare altre aree e -senza alcuna attenzione ai principi della informazione ambientale dovuta alla popolazione- ne hanno mai dato precisa motivazione.

Eppure il D. lgs. 4/2008 di modifica al Codice dell’Ambiente ha introdotto alcuni principi fondamentali, tra i quali il principio dello “sviluppo sostenibile” per cui la Pubblica Amministrazione deve dare priorità alla tutela ambientale; e quello della “prevenzione e precauzione”; nonché un criterio ampio di partecipazione a tutela degli interessi legittimi e di trasparenza del processo decisionale, con la possibilità di individuare ragionevoli alternative (compresa l’alternativa di non intervento).
Nessuno di tali principi è stato rispettato dagli amministratori di Pescasseroli.

Sempre con lo stesso decreto 4/2008 si è inteso dare grande rilievo alla disciplina VAS (Valutazione Ambientale Strategica) che si sostanzia in un’analisi preventiva prevedendo che, nella fase di pianificazione e programmazione, la Pubblica Amministrazione -cui è attribuito il compito di tutela e valorizzazione dell’ambiente- assicuri che le varie scelte siano conformate al valore primario dello sviluppo sostenibile, a garanzia della capacità rigenerativa dell’ecosistema e delle risorse naturali e alla salvaguardia della biodiversità.

Con biodiversità si deve intendere :”l'insieme di tutte le forme viventi, geneticamente dissimili e degli ecosistemi ad esse correlati. Quindi biodiversità implica tutta la variabilità biologica: di geni, specie, habitat ed ecosistemi.”. Ora è evidente che costruire un impianto di 13 ettari su prati, pascoli e maggesi naturali, riduce in modo sostanziale la microfauna e la diversità della vita vegetale in uno degli ambienti nazionali più ricchi ed importanti sotto questo aspetto, e proprio per tale importanza eletto a Parco Nazionale. E a mero titolo d'esempio citiamo gli habitat 6210 (Formazioni erbose secche dei Festuco-Brometea) e 6110 (Formazioni erbose dell'Alysso-Sedion)  perché questi due habitat sono classificati come "prioritari"  -dato che stanno scomparendo in tutta Europa- e quindi per essi non sono ammesse deroghe.

Ma di tutto ciò l’Amministrazione di Pescasseroli non pare interessarsi, pur avendo altre aree già urbanizzate dove sistemare i panelli foltovoltaici.

Si aggiunga inoltre che il Rapporto Ambientale del Piano di Sviluppo 2009 della Regione Abruzzo sottolinea che la regione è una delle aree a massima concentrazione di biodiversità per la cui tutela è fondamentale il mantenimento di un elevato grado di “continuità ambientale” ovvero di direttrici di collegamento tra le varie zone in grado di garantire la funzionalità ecologica messa a rischio dalla diffusa antropizzazione (si pensi sia alla microfauna quanto ai corridoi naturali per specie endemiche quali l’Orso marsicano).

Si ricordi anche che nella zona oggetto del progettato scempio ambientale pascolano normalmente cervi, cinghiali, caprioli; di passaggio è spesso avvistato l’Orso marsicano ed il Lupo appenninico. Nelle fitte pinete limitrofe ai progettati pannelli sopravvive una popolazione di Scoiattolo meridionale ed i suoi predatori: Astore, Martora nonché il Gatto selvatico, documentato nella zona fin dagli anni ’70.

E qui non si vuole proseguire la lista delle specie messe a rischio dall’insensato progetto. Si vuole però notare come tutte queste specie citate non si trovino nella zona urbanizzata di Pescasseroli e, come precedentemente detto, già destinata ad attività di tipo artigianale industriale.
Risulta dunque ancor più assurda la localizzazione dell’impianto.

Per altro c’è da chiedersi se i terreni che saranno dati in concessione ad Energie in Consorzio per costruire l’impianto siano del Comune di Pescasseroli. Risposta: in buona parte sì, ma non completamente. Infatti con l’Autorizzazione Unica che si chiederà alla Regione Abruzzo per autorizzare appunto il progetto si dovranno ottenere diversi espropri di privati, risarcendoli opportunamente. (Verrebbe anche da domandarsi se per caso qualche privato da espropriare non sia in qualche relazione con i consiglieri comunali fautori del progetto).

Inoltre veniamo alla dimensione dell’area interessata. Come già detto il progetto parla chiaramente di 13 ettari, ma la superficie captante complessiva dei pannelli sarà di 2,9 ettari. Tuttavia con deliberazione del Consiglio Comunale n.23 del 20.05.09 si è approvato il piano particellare per la concessione del diritto di superficie su una serie di precise particelle –le stesse riportate nel progetto ufficiale- la cui area complessiva è però di ben 33,8 ettari. L’amministrazione deve dunque spiegare perché per esporre una superficie di pannelli di cerca 3 ettari, debba espropriare da privati, cambiare destinazione d’uso e demanializzare un’area di 34 ettari. E’ evidente che dietro ci deve essere un interesse ulteriore.

Per allocare circa 3 ettari di pannelli bastava infatti pensare più aree alternative, come già detto, destinate ad attività di tipo artigianale industriale, con isole di pannelli più piccole e ben distribuite.

Infine veniamo alla popolazione locale e agli estensori della presente nota, costituitisi in “Comitato per il fotovoltaico urbano a Pescasseroli”.

Appunto contro la localizzazione dell’impianto come evidenziata e il danno che essa porterebbe al turismo e all’ambiente (trasformando una buona tecnica, qual’è il fotovoltaico, in un ulteriore maligno modo di distruggere il nostro patrimonio naturale) si è costituito il Comitato suddetto, per iniziativa di un gruppo di pescasserolesi, e altri cittadini residenti a Napoli, Roma, Pescara tutti legati da un grande amore per Pescasseroli ed il suo incomparabile territorio.

Inoltre si sono volti contro il progetto anche i rappresentanti locali di diversi partiti politici, dalla sinistra alla destra degli schieramenti. Massima dimostrazione questa della poca trasparenza con cui si è condotta sin dall’inizio la procedura di deliberazione consigliare del progetto. Basti dire che le notizie qui riportate sono state fornite da noi del “Comitato per il fotovoltaico urbano a Pescasseroli” a diversi esponenti del Consiglio Comunale, ai quali non era stato permesso di vedere il progetto né altre ben più sensibili carte: una per tutte il Contratto che legherebbe il Comune di Pescasseroli ad Energie in Consorzio, realizzatore dell’opera e fruitore dei diritti di superficie per 20 anni.

E l’Ente Parco, ovvero chi per legge ha il dovere di proteggere il territorio compreso nel Parco Nazionale? Dopo un lungo periodo di silenzio, c'è stata un'importante dichiarazione rilasciata dal Presidente Giuseppe Rossi al giornale "Il Centro" (la trovate qui nella sezione Documenti: Rossi al Centro) che lascia ben sperare; ma dobbiamo comunque attendere la conclusione della procedura amministrativa presso la Regione Abruzzo .

La procedura autorizzativa appunto prevede la presentazione del progetto esecutivo agli uffici pertinenti della Regione, i quali dovranno procedere all’analisi di fattibilità e compatibilità dell’opera dopo aver raccolto i pareri di tutti gli enti preposti, compreso quello dell’Ente Parco.

Per quanto riguarda invece le diverse associazioni ambientaliste, queste –ed in particolare WWF, Wilderness, Lega Ambiente e FAI- pur in mancanza di precise notizie hanno subito espresso al Comune di Pescasseroli la loro più severa preoccupazione, senza per altro ottenere ad oggi alcuna disponibilità a rivedere il progetto.

L’apprensione sull’impatto ambientale del progettato impianto fotovoltaico, la poca trasparenza dall’iter deliberativo comunale, la segretezza con cui si è tenuto il più possibile celato il progetto alla stessa popolazione, il dissociarsi dei rappresentati locali di alcuni partiti politici, parte dei quali della stessa maggioranza comunale, hanno ingenerato tale e tanta preoccupazione da aver dato vita alla costituzione spontanea del “Comitato per il fotovoltaico urbano a Pescasseroli”, che intende pertanto lanciare una raccolta di firme contro il devastante progetto e fa appello a tutti gli organi di stampa e comunicazione perché diano voce alla difesa di un magnifico angolo del più importante Parco Nazionale d’Italia.


Nota 1: Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo Anno XXXIX - N. 67 (5.12.2008) (ENTE APPALTANTE: COMUNE DI PESCASSEROLI - Provincia di L’Aquila. Oggetto: Procedura aperta (art. 54 comma 2 e art. 55 comma 5 del D.Lgs n. 163/2006) per la selezione per l’affidamento in concessione del diritto di superficie su alcuni edifici e/o suoli di proprietà e nella disponibilità del Comune di Pescasseroli (AQ), per la progettazione, realizzazione e gestione della rete di impianti fotovoltaici.LUOGO DI CONCESSIONE DEL DIRITTO DI SUPERFICIE: COMUNE DI PESCASSEROLI. DURATA DELLA CONCESSIONE: ANNI VENTI CORRISPETTIVO ANNUO SPETTANTE AL COMUNE: Euro 55.000,00 (Euro cinquantacinquemila/00) per ogni MW/h come minimo garantito SCADENZA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE GARA: ore 13:00 del 22.12.2008.

Nota 2: Disegni, illustrazioni e dati tecnici provengono dalla descrizione del progetto di "Energie in Consorzio" come consegnato alle associazioni ambientaliste dall'Amministrazione Comunale.